
La Rai ha fatto di nuovo centro portando sul piccolo schermo la storia di una delle figure più emblematiche del giornalismo italiano, Oriana Fallaci. Con la serie Miss Fallaci, un progetto ambizioso dedicato agli anni giovanili della scrittrice fiorentina, quando ancora era solo una promettente reporter agli inizi della sua straordinaria carriera. Trasmessi su Rai 1, gli otto episodi stanno catturando l’attenzione del pubblico italiano offrendo uno sguardo inedito sulla formazione umana e professionale di colei che sarebbe diventata una delle voci più potenti e controverse del panorama giornalistico internazionale.
Prodotta da Paramount, Minerva Picture, in associazione con Redstring, Miss Fallaci si distingue per la ricostruzione storica, curata nei minimi dettagli, dalle scenografie ai costumi, fino al linguaggio e alle atmosfere dell’epoca. La regia, affidata al team creativo Ribuoli, Martelli e Gonnella, alterna sapientemente momenti di tensione investigativa ad altri di introspezione psicologica, creando un ritmo narrativo avvincente.
Oltre alla protagonista Miriam Leone, che ha affrontato una significativa preparazione per calarsi nei panni della giovane Oriana, il cast include altri attori di rilievo del panorama italiano. Maurizio Lastrico interpreta Alfredo Pieroni, il grande amore di Oriana e Francesca Agostini che interpreta Giovanni Corsi, amica e sostenitrice della Fallaci.
L’Italia degli anni ‘50
Miss Fallaci è ambientata nella Milano degli anni ’50, un periodo di grande fermento culturale e sociale nell’Italia del dopoguerra. La serie segue la giovane Oriana, interpretata con notevole intensità da Miriam Leone, nei suoi primi passi come giornalista presso la redazione del settimanale “L’Europeo“. In un’epoca in cui il giornalismo era dominato dagli uomini, la protagonista deve confrontarsi con pregiudizi di genere, resistenze culturali e una società ancora profondamente patriarcale.
Attraverso gli occhi della giovane Fallaci, lo spettatore viene immerso nell’Italia del boom economico, con le sue contraddizioni, i suoi slanci verso la modernità e le sue pesanti eredità tradizionali. La Milano raccontata nella serie è una città in rapida trasformazione, crocevia di influenze culturali e politiche, terreno fertile per chi, come la protagonista, è animato da un’insaziabile curiosità e da un’irrefrenabile ambizione.

Temi sociali scottanti
Miss Fallaci non si limita a raccontare la biografia della giornalista, ma utilizza la sua figura come lente attraverso cui osservare temi di grande rilevanza sociale. La condizione femminile nell’Italia del dopoguerra è al centro della narrazione: la serie esplora le difficoltà incontrate dalle donne che aspiravano a carriere tradizionalmente maschili e la lotta per l’emancipazione in un contesto sociale ancora rigidamente codificato.
Attraverso le inchieste della protagonista, vengono affrontati temi come i diritti civili, la corruzione politica, i cambiamenti nei costumi sociali e il rapporto tra potere e informazione. La serie non trascura neppure la vita privata della Fallaci, esplorando le sue relazioni personali, le sue fragilità e il prezzo pagato per perseguire con determinazione la sua vocazione professionale.

Tra finzione e realtà
La serie TV Miss Fallaci prende ispirazione dalla vita reale di Oriana Fallaci, ma come molte opere drammatiche basate su personaggi reali, contiene una combinazione di fatti storici e licenze artistiche.
Gli episodi riflettono l’inizio della carriera di Fallaci come giovane giornalista in un ambiente dominato dagli uomini. È altrettanto fedele la rappresentazione del suo carattere determinato e il suo approccio diretto al giornalismo.
Si ritrovano alcune delle sue esperienze come reporter di guerra e intervistatrice di figure importanti, che evidenziano sempre la sua tenacia incrollabile nel perseguire storie significative.
Tuttavia, la serie contiene pur sempre dialoghi romanzati e ricostruiti, con una condensazione di eventi accaduti in periodi diversi. Per aumentare la drammaticità, alcuni aspetti della sua vita sono enfatizzati mentre le relazioni complesse subiscono una certa semplificazione.
L’indiscutibile successo di Miss Fallaci
La serie ha suscitato un notevole interesse sia tra il pubblico che tra i critici. Gli ascolti su Rai 1 hanno confermato l’attrazione esercitata dalla figura di Oriana Fallaci, capace di polarizzare l’opinione pubblica anche a molti anni dalla sua scomparsa. Le recensioni hanno lodato soprattutto la performance di Miriam Leone, ritenuta capace di catturare l’essenza del personaggio senza cadere nell’imitazione, e la capacità della sceneggiatura di rendere attuale una storia ambientata oltre sessant’anni fa.
Non sono mancate, tuttavia, alcune critiche da parte di chi ha ritenuto che la serie offra una visione parziale o romanticizzata della complessa personalità della Fallaci. In particolare, alcuni familiari e conoscenti della giornalista hanno espresso riserve sulla rappresentazione di certi aspetti biografici.
La portata intellettuale dell’iniziativa
Al di là delle polemiche, Miss Fallaci rappresenta un’importante operazione culturale nel panorama della fiction italiana. La serie contribuisce a mantenere viva la memoria di una figura centrale del giornalismo italiano e a farla conoscere alle nuove generazioni. Allo stesso tempo, offre uno spaccato significativo di un periodo storico cruciale per l’evoluzione della società italiana moderna.
La scelta di concentrarsi sugli anni formativi della giornalista, piuttosto che sui periodi più noti e controversi della sua carriera, permette inoltre di esplorare la genesi di quel particolare approccio al giornalismo che avrebbe poi caratterizzato tutta l’opera della Fallaci: un giornalismo appassionato, partecipe, mai neutrale, in cui l’osservazione della realtà si intreccia sempre con una forte componente soggettiva.

Miss Fallaci si inserisce nel filone delle biografie romanzate di personaggi storici che negli ultimi anni ha riscosso un notevole successo nel panorama televisivo italiano e internazionale. Pur con le inevitabili semplificazioni e licenze narrative proprie del genere, la serie riesce nell’intento di rendere omaggio a una delle figure più significative della cultura italiana del Novecento, mantenendo un equilibrio tra il rispetto per la verità storica e le esigenze dello storytelling televisivo.
In un’epoca in cui il ruolo del giornalismo e dell’informazione è più che mai al centro del dibattito pubblico, riscoprire attraverso questa serie il percorso umano e professionale di Oriana Fallaci offre non solo un’occasione di intrattenimento, ma anche di riflessione sul significato profondo di una professione che, quando esercitata con passione e rigore, può davvero “raccontare l’indicibile”, come amava ripetere la stessa Fallaci.
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