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Polpi, maestri di mimetismo e astuzia

Hanno molte più braccia, cervelli, e persino cuori, di noi e, oltre a possedere un sangue di colore diverso, sono in grado di cambiare tantissime tinte in poco tempo. Provano “sentimenti” di simpatia e antipatia, e ogni tanto si scopre qualche altra sorprendente capacità inattesa.

I polpi sono Cefalopodi (“testa-piedi”), molluschi cioè con corpo molle, grandi occhi ed 8 lunghi tentacoli, attaccati ad esso, dotati di molte ventose in due file, (che funzionano anche come papille gustative). In particolare, le due “braccia” posteriori servono per gli spostamenti sui fondali marini, mentre le altri sei servono soprattutto per prendere cibo e portarlo alla bocca, non visibile. I tentacoli una volta staccati sono in grado di vivere ancora per settimane e possono ricrescere dov’erano prima.

Il polpo maschio possiede un altro tentacolo in più, con lo sperma, che viene posto nella testa della femmina, durante l’accoppiamento. Se si stacca ricresce, anzi forse il distacco è voluto, per evitare che la femmina lo mangi! Le prede , tra cui molluschi e crostacei, anche polpi, sono afferrate con i tentacoli o paralizzate mediante il veleno prodotto dalle ghiandole salivari, per cui il morso può essere piuttosto doloroso, provocando formicolio, arrossamento ma a volte anche morte. Per sfuggire o cambiano colori mimitezzandosi fortemente nell’ambiente, o butta fuori inchiostro nero, irritante per gli occhi.

Si muovono velocemente grazie al principio di azione e reazione: il mantello prima dilatato, si gonfia con la sua sacca riempita d’acqua, poi si contrae espellendola, per cui provoca una spinta all’indietro. Il polpo più grande è il gigante del Pacifico, che vive a più di 700 metri di profondità, con lunghezza massima di 6 metri e un peso che arriva ai 50 kg. La femmina, deposte le uova in anfratti sigillati da sassi appositi, li controlla assiduamente fino alla loro schiusa, che avviene anche 8 mesi dopo. In tutto questo tempo non si nutre e muore quando escono i piccoli. La vita media si aggira sui tre anni.

Ci sono molte caratteristiche particolari che rendono i polpi animali staordinari le cui capacità eccezionali si devono ancora chiarire pienamente. Il mimetismo: in una sola ora sono capaci di almeno 117 cambiamenti di colori. I molti colori e sfumature possono essere anche espressioni di sentimenti o di stati fisici particolari. Inoltre essi possono assumere sia le forme che i modi di muoversi di una ventina di animali diversi, forse a scopo intimiditorio.

Le loro particolarità anatomiche sono straordinarie: gli occhi sono molto grandi e sviluppati, con struttura simile ai nostri e funzionano come macchine fotografiche, i becchi non visibili, sono come quelli di uccelli, le lingue provviste di molti dentini appuntiti. Tre cuori, di cui due pompano il sangue nelle branchie, uno nel resto del corpo. Il loro sangue è blu, infatti contiene l’enoclanina, proteina con Rame, che a contatto con l’Ossigeno, diventa bluastro. Invece i nostri globuli rossi contengono emoglobina con Ferro, che con l’Ossigeno diventa rosso.

Il loro veleno è altamente pericoloso: alcuni polpi, come quelli ad anello del Pacifico, possono attaccare con morsi letali pure l’uomo, con veleno prodotto dalle ghiandole salivari. L’inchiostro emesso per difesa o per sfuggire dai nemici, contiene un particolare enzima, la tirosinasi, che, spruzzato negli occhi, provoca irritazione e difficoltà visive. Grazie all’estrema elasticità e flessibilità del corpo, riescono facilmente ad infilarsi in fessure ed oggetti anche ridotti: prese le due metà di una noce di cocco, vi si infilano del tutto e poi le richiudono.

Posseggono ben 9 cervelli! Hanno in pratica un cervello centralizzato in testa e 8 localizzati nei tentacoli, con mezzo miliardo di neuroni, più o meno come nei cani. Questo spiega la grande versalità e funzionalità dei tentacoli, che spesso agiscono in modo indipendente uno dall’altro, compiendo azioni diverse in contemporanea. Inoltre, se staccati dal corpo da qualche predatore, oltre a ricrescere, restano attivi da soli per qualche settimana, strisciando, cambiando di colore, attaccandosi ad oggetti con le ventose.

I polpi hanno un’ottima memoria, ricordando a distanza di tempo le soluzioni a certi problemi e sembrano persino in grado di sognare. Il loro cervello, oltre ad avere il più alto rapporto tra il suo peso e quello totale del corpo, presenta diversi lobi e aree di specializzazione. Se trovano oggetti insoliti, li squadrono con curiosità ed interesse. In particolare, oltre ad uscire fuori da semplici labirinti, sono capaci di aprire bottiglie e contenitori vari chiusi da serrature, contenenti cibo, che i bambini piccoli non riescono ad aprire.

Addirittura, dopo poco tempo, sono stati in grado di aprire recipienti con coperchi che oltre a giri antiorari, richiedevano una premuta in basso. Osservano bene e memorizzano le persone presso gli acquari, le riconoscono e provano rancore verso chi si è comportato “male” verso di loro, buttandogli spruzzi d’acqua in faccia, anche quando non hanno ricevuto il cibo all’orario regolare. Se possibile, li attaccano persino direttamente, con morsi, macchie e lividi.

Possono anche uscire dalle loro vasche, entrare in quelle di altri, per mangiare crostacei e altri molluschi, persino altri polpi. Non amano le luci intense, arrivando persino a spruzzare acqua sulle lampadine accese per cercare di spegnerle. Pur abituandosi alla cattività, a volte tendono a fuggire per ritornare in acqua.

Testo di riferimento: “L’anima di un polpo” di Sy Montgomery

Foto da “Focus.it”

Foto di Taken da Pixabay

Valmont57

Diversamente giovane, fondatore di Wiki Magazine Italia, (già Scienza & DIntorni), grande divoratore di libri, fumetti e cinema, da sempre appassionato cultore della divulgazione storica e scientifica.

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